Kamakura Goshin Kai - Scuola di Karate - Corsi per difesa personale e guardie del corpo
Kamakura Goshin Kai - Scuola di Karate - Corsi per difesa personale e guardie del corpo
La scuola del karate shito-ryu e senz'altro tra le più complesse.
Questo deriva dal fatto che e il risultato di una sintesi tra varie tradizioni
e scuole del karate di Okinawa. Il M° Kenwa Mabuni, funzionario di
polizia e praticante di karate, viaggiava molto, anche oltre i limiti
del suo distretto. Fu per questa ragione che ebbe occasioni di incontrare
vari grandi maestri dell'epoca e studiare con loro. Il M° Mabuni era
un allievo di Itotsu che insegnava a Shuri e sotto la sua guida divenne
un esperto di SHURI-TE. Suoi compagni di studi erano G. Funakoshi (creatore
delle shotokan) e H. Otsuka (creatore del wado ryu). Successivamente incontrò
Myagi che studiava con il M° Higahonna a Naha. Myagi (futuro creatore
del Goju ryu) lo presentò a Higahonna il quale gli consentì
di studiare con se. Così Mabuni conobbe e approfondì il
NAHA-TE. Itotsu e Higahonna furono i due veri maestri di K. Mabuni e in
loro onore questi chiamò SHITO - RYU lo stile che in seguito codificò.
Shi-to non è nient'altro che una diversa lettura dei segni iniziali
di ITOTSU e HIGAHONNA. Ma a rendere ancora più complessa la composizione
dello shiyo- ryu concorre anche un'altra piccola ma sofisticata scuola
di karate: quella di TOMARI il cui esponente principale era il M°
Matsumura. Questa scuola, affine allo Shuri ma con peculiarità
proprie, completa ai massimi livelli una tipologia di combattimento del
tutto caratteristica. Alle tecniche rapide veloci e dall'ampio caricamento
dello shuri-te, adatte al combattimento a media distanza, vengono affiancate
tecniche potenti basate su solide posizione e sulla forza della respirazione,
adatte a al combattimento a breve distanza del naha-te, e l'incomparabile
contributo di leve, proiezioni, spostamenti di peso e direzione del tomari-te.
E' difficile definire in poche parole la filosofia di combattimento dello
shito-ryu ma sostanzialmente essa è condensata in queste regole:
· Non opporre mai la forza alla forza
· Trasformare ogni difesa in un attacco
· Usare gli spostamenti a 45°per uscire dalle traiettorie ma
restare comunque a contatto con l'avversario
· Ricercare il proprio equilibrio e lo squilibrio dell'avversario
Lo shito ryu inoltre, specie in alcuni suoi esponenti, usa molto la mano
aperta, retaggio delle scuole cinesi ma questo modo di fare e comunque
consigliato ai gradi più alti.
Una delle difficoltà dei praticanti gli altri stili che si avvicinano
allo shito ryu è quella di incontrare una quantità di scuole,
interpretazioni, che a prima vista possono generare confusione. E' una
caratteristica che il praticante di shito accetta come una componente
fisiologica di una scuola che, dalla sua fondazione, non ha mai ricevuto
una rigida codifica. Lo stesso M° Mabuni d'altronde si pose sempre
con spirito molto aperto nei confronti della conoscenza e delle nuove
esperienze. Importante resta però conservare lo spirito e la logica
fondamentale dello shito:
flessibilità mentale e corporea, schemi aperti in continua evoluzione,
la forza del respiro costantemente a disposizione.
Ciò che è duro e rigido è sinonimo di sclerosi e
vecchiaia; è vicino alla morte. Ciò che è morbido
e flessibile è sinonimo di giovinezza; è vicino alla vita.
Il Maestro Mabuni rilasciò la patente di trasmissione al figlio
Kenei (attuale caposcuola), al M° Ogasahara e al Maestro Hayashi (che
ha fondato la sottoscuola Hayashi-ha Shito ryu). In Europa il capo dello
Shito kai e maggior rappresentante dello shito ryu è il M°
Y. Ishimi. In Italia tra i più rappresentativi nominiamo il M°
Iwasa (allievo di K. MABUNI) e il M° Mitsuya (Hayashi-ha).
Di Donato Adelindo
VI° Dan Shito ryu
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